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giovedì 16 gennaio 2014

QUASI ,....... TUTTO SU.......

Quasi tutto..... sul pollo


Quasi la totalità del pollo in commercio oggi è  prodotta in allevamento:il pollo ruspante è quasi introvabile.

Consevazione:
II pollo va conservato in frigorifero nella parte più fredda e va consumato al più presto. 
Per scegliere un pollo fresco, 


se è intero oservate le zampe, che devono essere chiare, con sperone corto e con scaglie poco evidenti.

Se lo acquistate già tagliato osservate la pelle, che deve essere sottile ed elastica, la carne di un colore rosa se è di allevamento e rosa-giallastro più scuro se è ruspante.


Proprietà:
La carne di pollo è ricca di proteine (il 19%) ed è poco grassa, specie quella del petto e delle cosce che ha solo l'11%% di grassi.

Contiene discreta quantità di vitamina B, in articolare la niacina.
Si può facilmente sgrassare togliendo la pelle, in questo modo il grasso totale della carne scende al 2,4%. 

Fornisce discrete quantità di fosforo e potassi e pochi acidi grassi saturi.

Consiglio:
Provate dei fagottini agli aromi con i fusi di pollo, alloro, timo, salvia, rosmarino, aglio, prosciutto crudo. Ricetta veloce ed ottima pietanza!



Buon appetito!



Quasi tutto..... sulla carne trita di pollo



La carne trita di pollo in genere si prepara con le sovracosce del pollo, in modo da ottenere una carne non asciutta e non troppo magra come sarebbe invece quella ricavata dal petto, poco morbida e meno saporita.

In genere si presta ad essere utilizzata, da sola o mista a carni di manzo, maiale o salsiccia, per tutti gli usi degli altri tipi di cani tritati.
Per esempio per preparare ragù, polpette, ripieni, sia di ravioli sia di arrotolati di carne, o farciture di verdure.

Conservazione:
L'ideale per una buona carne trita di pollo è tritarla in casa acquistando sovracosce, con o senza le cosce: togliete la pelle, disossatele, tagliate la carne a pezzetti e passatela nel tritacarne o tritatela con un coltello molto affilato.

Se acquistate la carne già tritata meglio usarla il giorno stesso, perchè si conserva meno della carne a pezzo intero. Fino a quel momento deve essere conservata nella parte più fredda del frigorifero.

Proprietà:
La carne trita di pollo è indicata per preparare ripieni più delicati, adatti a chi non deve mangiare altri tipi di carne per motivi dietetici.
Si trovano in commercio anche hamburger di pollo,

che si possono utilizzare dopo averli schiacciati con una forchetta al posto della carne già tritata, più difficile da reperire.

La carne di pollo delle cosce senza  pelle fornisce 108 calorie e quella delle sovracosce senza pelle 132 calorie.


Consiglio:
Provate le polpettine di pollo in salsa piccante usando  peperoncini, aglio, aceto, sale e pepe.






Quasi tutto..... sulla faraona



La faraona - chiamata nei secoli scorsi gallina del Faraone - è originaria dei Paesi arabi e dell' Africa.

La progenitrice della nostra faraona domestica proveniva dall'Eiopia e dal Sudan.

Per la delicatezza delle sue carni  era molto apprezzata dagli antichi Greci e dai Romani.



In passato era classificata tra la selvaggina, oggi viene invece allevata con razze selezionate che differiscono un poco dal tipo selvatico. 

La faraona ha un piumaggio grigio scuro punteggiato di bianco e la sua carne tenera ricorda quella del fagiano e trova in cucina infinite possibilità d'impiego.

Spiumata è riconoscibile per il colore della pelle tipicamente ambrato e per il capo piccolo e blu con una pretuberanza detta elmo.


Conservazione:
Scegliete faraone di non oltre 8 mesi: dopo l'anno di età infatti, le loro carni delicate e gustose diventano coriacee e richiedono una lunga frollatura.

La carne è piuttosto asciutta, e quindi utile fasciare il petto con fette di lardo o di pancetta.

La faraona una volta acquistata va conservata nella parte più fredda del frigo, 2-3 giorni al massimo


Proprietà:
Come gli altri volatili d'allevamento la faraona è un' eccellente fonte di proteine: la sua carne ne contiene il 25%.
E' anche tra quelli che cotengono meno grassi: mediamente 1,8%.
100 gr di carne forniscono circa 5,10 mg di niacina (il solo petto ne fornisce 9,10 mg), 0,29 mg di fosforo, 0,35 mg di riboflavina  e circa 113 calorie.


Consiglio:

Provate la faraona al vino rosso con cipolline borrettane, funghi, luganega. Squisita, cercate la giusta ricetta su internet!






Quasi tutto..... sul brodo di carne



Il brodo di carne è una preparazione base della buona cucina, ingrediente indispensabile per i
risotti, per preparare minestre e molti piatti di carne.

Il brodo può essere preparato con carni miste, cioè usando carni di manzo, vitello e gallina ottenendo così un brodo di ottima qualità, ricco di aromi.

Il brodo può essere preparato anche con un solo tipo di carne.  Per un brodo particolarmente raffinato, si usa il cappone.
Insieme alla carne in abbondante acqua salata, si fa cuocere  sedano, carota, cipolla, pomodoro, prezzemolo e, se piace, anche un chiodo di garofano.

Conservazione:
Il brodo di carne si conserva in frigorifero 2 - 3 giorni.
Prima però estraete la carne e le verdure e filtratelo.
Per eliminare una parte del grasso presente nel brodo fatelo raffreddare in frigorifero: il grasso si solidificherà in superficie e sarà facile toglierlo.




Proprietà:
Esistono due alternative: fare un buon brodo o un buon bollito.
Nel primo caso mettete la carne a cuocere in acqua fredda salata a fuoco moderato, in modo che i succhi si traferiscano al brodo; se preferite avere un buon bollito, mettete la carne in acqua bollente.

 
Il brodo deve essere schiumato nella prima fase della cottura.

Una tazza di brodo di carne fornisce ca. 60 calorie.


Consiglio:
Usate, appena possibile, il brodo di carne per i vostri piatti in fricassea: saranno saporitissimi!



martedì 3 dicembre 2013

PANETTONE STA PER TRADIZIONE DEL NATALE

Il panettone è il tipico dolce milanese, associato pr la sua ricchezza alla tradizione del Natale.
L'origine di questo dolce risale al Medioevo.

I suoi mafgnifici otto ingredienti restano imprescindibili, ma il dolce natalizio per eccellenza affronta senza timore il futuro: basta farcirlo con un po' di fantasia e magari farlo rivivere anche a feste finite!

Prima di raccontarvi brevemente la storia dello sguattero Toni da dove deriva il primo nome del "Panettone", cioè "pan de Toni", vi voglio dare qualche utile consiglio per come potete trasformarlo: 

spiedini:
Fate a cubetti il panettone, tostateli in forno, infilzateli e tuffateli in una fonduta di cioccolato : 200 gr di fondente sciolto a bagnomaria con 100 gr di panna fresca e poco rum.



budino:
Foderate uno stampo con fette di panettone spruzzate di rum.
Dentro un composto di latte, uova, zucchero e cannella.
Cottura a bagnomaria per un'ora.



Tartufone;
Il padre di tutti i panettoni farciti, lanciato dalla Motta negli anni Ottanta, prevede gocce e glassatura di cioccolato fondente al posto di uvetta e canditi. Compratene quindi - se volete farcirlo  voi (cosa che vi consiglio!!!) - un panettone senza uvetta e canditi, logicamente.



Bicolore:
Alternate due creme pasticcere - vaniglia e cioccolato (o caffè) - nel panettone diviso in tre parti orizzontali.
Potete poi  decorarlo con scorzette candite.

Mascarpone:
Prendete tuorli e zucchero montati, poi mascarpone, rum, amaretti sbriciolati e i bianchi a neve che unirete con delicatezza.
Per guarnire potete usare dei chicchi di caffè o canditi di ciliegia.




Ricotta e mandorle:
Tagliate il panettone in dischi spalmati in alternanza con crema: ricotta , rum, panna montata e mandorle in lamelle, aggiungete del caffè e fate riposare in frigo. Potete adornarlo con mirtilli, lamponi  e fragole freschi. 





Zabaione:
Svuotate il panettone del cilindro centrale, tagliatelo a dischi, farcitelo con tuorli, zucchero e marsala montati a bagnomaria. Poi reinserite il tutto all'interno del dolce.



Un'altra farcitura:
Riempite il panettone con glassa di cioccolato ripieno di ricotta e rum con aggiunta di uvetta e amarene candite e con scaglie di cioccolato fondente.

Crumble:
Fate una mela a tocchetti spadellateli con poco burro, poi zucchero scuro e uvetta rinvenuta nel rum. Sopra panettone sbriciolato e fiocchi di burro: 30' in forno.




Tiramisu:
Potete fare un ottimo "tiramisu" con il panettone.
Montate i tuorli ed arricchiteli con mascarpone e panna montata da spalmare sulle fette di panettone inzuppate nel caffè. Sopra spargete del cacao amaro!

Crostata:
Stendete in una teglia l'impasto della pasta frolla e punzecchiatelo. Sopra, qualche cucchiaio di marmellata d'arancia, unite delle fette di pera e panettone, completate con la crema pasticcera.



E ora vi racconto:






















Alla corte di Ludovico Sforza, il cuoco di corte si accorge troppo tardi che il suo dolce speciale, preparato per la cena di Natale, si è completamente bruciato.
Fortunatamente, un povero sguattero, un certo Toni, ha conservato parte dell'impasto a cui si era permesso di aggiunere frutta candita, uova, zucchero e uvetta. 

Disperato, il cuoco inforna questo dolce e lo fa portare a tavola.

Il successo è tale che il dolce assume il nome del suo inventore, il pan de Toni, ovvero il panettone!

Dal Medioevo agli inizi del XX  secolo questo dolce tipico milanese si presenta infatti sempre allo stesso modo: un pane assai basso, con una pasta compatta e soda.

Nel 1919 Angelo Motta, dopo un lungo apprendistato come pasticciere, apre il suo primo laboratorio di prodotti dolciari a Milano. 
La sua prima idea di successo fu quella di trasformare la forma tradizionale del panettone.

Come secoli prima era accaduto a Toni, anche il panettone Motta viene travolto da un successo immediato. 
Successo che dura tutt'oggi!!!! 



venerdì 29 novembre 2013

SCRIGNO DI BONTA'

Finalmente sono tornate le castagne!


Uno dei modi più buoni per gustarle è quello di cuocerle lentamente sul fuoco all'interno di una padella dal tipico fondo bucherellato.



Inoltre possono servire questi articoli pratici sempre per preparare le castagne :
-il tagliacastagne con lama in acciaio, facile da usare, comodo e maneggevole permette un taglio perfetto.



E per la cottua la padella in lega d'acciaio con un diamenro di 27 cm. 
Quanto sopra per avere caldarroste eccellenti.


La castagna era nei secoli passati, un augurio di abbondanza.
Oggi, una nutriente delizia di stagione da riscoprire a tutto pasto. Dai primi ai dessert.


M. Soressi ci illustra questo meraviglioso dono della natura.

Lo sapevate che il frutto del castagno è il riccio e le castagne sono i suoi semi?

Il castagno è diffuso in gran parte d'Italia, e quindi le zone per la produzione dei  loro frutti sono diverse. 

Le prime castagne italiane ad essere mature, nella prima decade di settembre, sono le tempestive: un'autentica primizia che arriva dalla zona di Caserta, in particolare da Roccamonfina. 
Questi castagni hanno frutti di medie dimensoni, dalla forma regolare, caratterizzati dalla polpa consistente e dal sapore piacevolmente dolce, dovuto all'alto contenuto di zuccheri.
Le tempestive sono ideali per le caldarroste.




E'poi il momento delle castagne dei Monti Cimini nel viterbese: grandi, lucide e decisamente dolci. 
Sorprendenti nelle minestre di legumi, come in quelle di ceci. 




Infine, arrivano le castagne piemontesi.
Dal sapore dolce e delicato, sono molto adatte sia per il consumo da fresche, sia per preparazioni dolci  - come il rotolo di cioccolato - o salate - come l'arrosto di maiale e il capriolo.
Inoltre, sono deliziose aromatizzate con alloro, semi di finocchio e sale, e usate per gnocchi e tortelli di ricotta.

Arrostite o lessate, tutte le castagne  si accompagnano alla perfezione con vini da meditazione.

Quanto ai marroni, in Italia ne vengono coltivati diversi tipi in particolare in Piemonte e sull' Appennino tosco-emiliano e si contano numerose specialità locali, come il marrone di Marradi e quello del Monte Amiata.
Dalla Toscana proviene, invece, il marrone del Mugello IGP, da una particolare varietà di castagno. Il marrone fiorentino ha dimensioni medio-grandi e una polpa bianca croccante e gradevolmente zuccherina.

La maggior parte dei marrons glacè prodotti in Italia vengono preparati con i marroni piemontesi, pregiati per la polpa dolce e friabile, e molto valorizzari in pasticceria, ad esempio nei cuneesi al marrone o nella torta Cuneo.




Farina di castagne

La farina di castagne, molto saporita, versatile e con alto valore energetico, veniva usata al posto di quella di grano per preparare torte rustiche e frittelle, oppure per rinforzare ed arricchire le zuppe di cereali e di legumi.




Sulle tavole dei ricchi, invece, secolo dopo secolo, le castagne sono diventate il compleento prezioso di piatti di selvaggina e di frutti autunnali. 

Minerali a go-go


Le castagne hanno un alto valore nutrizionale. 
Sono ricche di fibre, hanno pochi grassi (per lo più insaturi) e apportano proteine di ottima qualità.
Soprattutto sono un concentrato di zuccheri ,che rappresentano quasi il 40% del loro peso: si tratta di energia a rilascio lento, che non provoca quindi picchi della glicemia, e che fornisce un ottimo senso di sazietà.
Grazie all'alta concentrazione di potassio (ne contengono più delle banane) e alla quantità di ferro e magnesio, sono un alimento tonificate e rimenalizzante. 


Vi consigliamo:

La versalità con cui si possono cucinare le castagne è una delle  loro virtù!!
Dalle preparazioni più semplici - lessate o caldarroste - alle ricette più raffinate, come la famosa torta montblanc!



Con le castagne si fanno creme, marmellate, torte, frittelle e ripieni, sia dolci che salati.

Inoltre, le si può usare con la cacciagione, con l'arista o con il pollo arrosto. 



In molte parti d'Italia, poi, le castagne vengono declinate in piatti di antica tradizione locale.

Ad esempio, nel Viterbese sono tipiche le castagne bollite in acqua aromatizzata con fnocchio, e la zuppa di ceci e castagne che si gusta nel periodo natalizio.

Con la farina di castagne si cucinano minestre e creme, pasta, gnocchi e polenta. 

Grandissimo utilizzo delle castagne in pasticceria!


Buona degustazione da parte mia!

domenica 17 novembre 2013

SCOPRI SE MANGI SANO IN 18 DOMANDE

Sicurezza, leggerezza, gusto, nutrimento: bastano poche parole per descrivere il menù perfetto  (Giorgio Donegani)



Metti alla prova le tue conoscenze: sai tutto su vizi e virtù delle nostre abitudini alimentari?

Organizzare ogni giorno un menù bilanciato e completo - dalla colazione alla cena  può risultare complicato tra corse mattutine, i bambini da accompagnare a scuola, l'apertivo con i colleghi ed eventuali cene di lavoro.
Anche se si mangia fuori  casa o non si ha molto tempo da dedicare alla cucina vi faccio conoscere come il nutrizionista Donegani risponde ai dubbi e alle domande più frequenti, certa di farvi cosa gradita.

1. Quante vole alla settimana va mangiata la carne?



Pur non essendo indispensabile per una vita sana, la carne costituisce una preziosa fonte di proteine e di ferro, oltre che di vitamina B12.
E' un peccato rinunciarvi, e inserirla 2-3 volte nel menù settimanale è il modo migliore per sfruttarne i pregi, senza incorrere nei pericoli che si associano a un consumo eccessivo.

2. Pollo e tacchino nutrono come una bistecca?



Il colore rosso o bianco della carne è dovuto al maggiore o minore contenuto di una particolare sostanza (mioglobina) che non incide in modo sensibile sul valore nutritivo.
Fini e povere di tessuto connettivo, le carni bianche si digeriscono più facilmente, sono ricche di proteine e contengono buone quantità di ferro (solo un pochino meno delle rosse) e di vitmine del gruppo B.


3. I surgelati sono sltrettanti validi dei prodotti freschi?



Si, i surgelati conservano praticamente inalterate le caratteristiche nutritive dei cibi freschi. Anzi, sono anche meglio: alcuni studi specifici hanno dimostrato che il contenuto di vitamina C dei vegetali surgelati spesso è superiore a quello dei prodotti freschi e conservati anche per pochi giorni dopo la raccolta.


4. Il fegato era considerato un toccasana. E' ancora così?



I pregi nutritivi del fegato in passato hanno contribuito a dargli un'immagine molto positiva: è un concentrato di vitamine, sprattutto di vitamina A e di minerali, ferro in particolare.

Putroppo, a questi aspetti positivi, fa riscontro oggi qualche dubbio sulla sicurezza: quest'organo infatti è il laboratorio chimico dell'organismo e in esso si possono accumulare prodotti poco sani assunti dal bestiame con l'alimentazione.

In linea di massimo, una volta ogni dieci giorni può essere concesso.


5. I cibi in busta o in vaschetta sono sicuri?



Si, paste fresche, insalate e formaggi ecc. confezionati vengono conservati in atmosfera modificata: all'interno della busta l'aria viene eliminta e sostituita con gas (azoto o anidride carbonica) che non detoriano l'alimento. 
Così si mantiene il gusto, il colore, e l'aroma e si garantisce l'igiene.

Nel caso dei vegetali freschi imbustati, come le insalate, bisogna controllare che siano conservate in banchi refrigerati, scartare i sacchetti con foglie appassite, verificare la data di scadenza e utilizzare il prodotto il giorno dell'acquisto.


6. Ogni quanto andrebbe onsumato il pesce?



2 - 3 volte alla settimana è la dose giusta, soprattutto se scegli pesce azzurro: così ti assicuri una quota ottimale di acidi grassi omega 3 che  aiutano a mantenere in forma il cuore.
Naturalmente se ne può mangiare anche di più: tenuto conto che i controlli sulla presenza di mercurio e diossina sono molto rigorosi e i limiti di contaminazione sono di tutta sicurezza.

Si possono consumare prodotti ittici anche 4-5 volte la settimana.


7. I salumi vanno banditi?

No, ma vanno consumati non più di due volte alla settimana. 
Questo perchè sono alimenti conservati  che contengono molto sale -  a volte anche sotto forma di additivi -  e grassi, che se assunti in eccesso mettono a rischio la salute di cuore e circolazione. 
Ma non per questo vanno eliminato dalla dieta: i salumi sono una buona fonte di proteine, vitamine del gruppo B e ferro.

Inoltre, grazie a una cura maggiore nell'alimentazione dei maiali, rispetto al passato i grassi presenti sono in gran parte insaturi, quindi più sani.
Alla luce di ciò, alcuni salumi sono stati rivalutati.
E' il caso della mortadella che ha meno calorie di un piatto di pasta e lo stesso contenuto di colesterolo della carne bianca (solo 60-70 mg).


8. Esiste un sale che non fa male?

Il sodio contenuto nel sale non è un veleno, ma se si superano i 6 gr. al giorno fa male al cuore, favorisce la ritenzione idrica e la pressione alta. E dato che formaggi, salumi, prodotti di forno, per esempio, ne contengono abbastanza, a tavola bisogna limitare le dosi.

Tra i sali consigliati quello iodato:  è arricchito di iodio, minerale necessario per l'organismo, di cui spesso siamo carenti.
Mentre i sali cosiddetti "esotici" come quello rosa dell'Himalaya sono più saporiti, ma la quantità di sodio è la stessa del sale classico.


9. Chi non tollera il lattosio può consumare lo yogurt?



No!
Se è vero che parte dello zucchero del latte viene fermentata dai batteri dello yogurt , è anche vero che un'altra parte resta integra è può nuocere se sei intollerante. 
Ma ricorda che il latte non è l'unica fonte di calcio : ne sono ricchi anche verdure, pesce, uova e legumi. 


10. La pasta al dente è più digeribile?



Si.
Ma perchè l'amido della pasta venga digerito velocemente dagli enzimi della saliva e da quelli intestinali, deve avere assorbito una giusta quantità di acqua: nè troppa nè troppo poca.

Questo stato si raggiunge cuocendola al punto che risulti resistente alla masticazione, ma non dura.


11. La panna da cucina è più grassa del burro?



No.
Contiene meno grasso di quanto si creda: si va dal 10 al 30%, a seconda dei tipi. Il resto è acqua, Ma fornisce fosforo, calcio e vitamine,
Il lattosio è presente in dosi minime, mentre la frazione proteica è costituita dalla caseina,
Il potere calorico è inferiore a quello del burro, margarina e oli.
100 gr di panna hanno dalle 230 alle 330 kcal, contro le 9oo contenute in 100 gr di olio e le 760 circa di burro e margarina. 


12. Quanto pane si può consumare al giorno?



In un'alimentazione equilibrata circa il 55-60% delle calorie deve provenire dai carboidrati, soprattutto sotto forma di amido.
Il principale costituente del pane è l'amido ed è questo il suo maggior pregio nutritivo.
Facile da digerire (la crosta) e da assimilare, il pane soprattutto integrale può  sostituire pasta, riso ed altri cereali.
Se non si è a dieta, si possono consumare 120 gr. di pane al giorno (1-2  panini) .


13. Se mangio le  patate, niente riso, pasta e pane?



Diversamente dagli altri ortaggi, le patate conengono il 16% di  amido.
Questa dose però non è sufficiente per assicurare all'organismo il giusto apporto del nutriente.  Invece la pasta, una volta cotta, ne fornisce circa il 30%, il riso arriva al 35-40%, mentre il pane quasi al 60%
Dunque un piatto di patate non equivale ad uno di cereali o a un panino.

La pasta poi ha un vantaggio in più: dopo il consumo fa alzare più lentamente il contenuto di glucosio nel sangue (cioè ha un basso indice glicemico), perciò è indicata per chi è a dieta o soffre di diabete.


14. Ci sono dei rimedi al fastidioso senso di gonfiore dato dai legumi?



Il gas che si fora nell'intestino dopo aver mangiato i lkegumi è provocato dalla mancata digestione di alcuni zuccheri contenuti.
Questi arrivano praticamenti integri nell'intestino crasso dove vengno attaccati da microbi
che li fanno fermentare procurado gas. 
Il gonfiore che ne deriva può essere fastidioso, ma non pericoloso.
Nel caso di legumi secchi, un buon ammollo e una cottura prolungata attenuano il problema, così come la contemporanea presenza dei cereali e l'aggiunta di semi di finocchio o di alloro nell'acqua di cottura.


15, Troppe vitamine fanno male?



Si. 
E' sbagliato pensare che assumendo molte vitamine la salute ne guadagni. 
Ci sono dei casi in cui un eccesso si rivela nocivo.
In particolare bisogna fare attenzione alle vitamine "liposolubili"come la A  contenuta nel fegato e nelle frattaglie, e la E presente nella frutta secca, che possono essere immagazzinate dai grassi dell'organismo diventando tossiche.

16. Il cioccolato è un peccato di gola da evitare?




No.
Il cioccolato ha un moderato effetto stimolante sul cuore e sul sistema nervoso, esercita un'influenza positiva sull'umore e contiene magnesiom potassi e ferr, sostanze prezioe per l'organismo.

Inoltre è stato assolto dall'accusa di favorire la comparsa dell'acne.
Purtroppo , quanto a calorie non scherza: un etto di cioccolato ne fornisce ca.500, e contiene più di 30 gr di grassi.
Con questi numeri, si possono consumare di tanto in tanto 30 gr per 3- 4 volte alla settimana.


17. Quante uova possono essere mangiate alla settimana?



Le uova sono un alimento prezioso e non presentano grosse controindicazoni nemmeno per il coloesterolo.
Certo, il tuorlo ne contiene una quantità significativa, ma fornisce al tempo stesso particolari sostanze - fosfolipidi e lecitine - che contribuiscono a contrastarne l'accumulo.
L'albume, poi, è privo di colesterolo e fornisce proteine di eccellente qualità.
Morale: si ossono mangiare tranquillamente anche 4 uova alla settimana.


18. La dieta vegetariana è dannosa per la salute?



No.
Quella che può dare problemi è la dìeta vegana, basata solo sugli alimenti vegetali.
Un menù vegetariano che escluda carne e pesce, ma che comprenda latte, latticini e uova può invece soddisfare il fabbisogno nutrizionale a qualsiasi età.

Chi rinuncia alla carne e al pesce deve però tenere conto di alcune regole importanti: non sostituite sistematicamente la carne con il formaggio, variare il più possibile il menù, dare adeguato spazio al "piatto unico", sfruttare speso la combinazione cereali-legumi, mantenere i cereali, nelle loro varie forme (pane, pasta, riso, prodotti ds forno), come base dell'alimentazione. 


Avete gradito? Quindi ora : buon appetito!!!!