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sabato 23 giugno 2012

FIL ROUGE

Il    radicchio






Adoro il radicchio e, grazie a R. Spangaro, sono venuta a conoscenza di tante belle notizie su questa favolosa insalata nelle sue diverse varietà, che aggiunge un tocco raffinato in cucina ed è ricca di principi salutari.

Soprattutto quando la stagione offre solo ortaggi a tinte chiare, il radicchio porta in tavola con la sua forma floreale e le inconfondibili sfumature rosate, una bellissima nota di colore.

Il radicchio è uno dei prodotti più apprezzati da noi italiani.

Il radicchio, o cicoria rossa, appartiene alla specie botanica Cichrium Intybus Sylvestre , famiglia delle composite.
Come tutte le cicorie è una pianta erbacea rustica e resistente. 
Si semina in estate ma si raccoglie dall'inizio di autunno a fine inverno (soprattutto in Veneto) .
E' originaria  dell'Europa e dell'Asia ed è apprezzata in cucina fin dall'antichità.

Oggi le varietà sono numerose, tutte derivati da un unico progenitore selvatico attraverso ibridazioni spontanee o selezione:


Radicchio variegato



Originario di Castelfranco Veneto, è definito fiore d'inverno per il cartteristico aspetto di rosa sbocciata.


Nella seghettatura del bordo delle foglie e nel colore giallo crema prodotto dall'imbianchimento richiama la scarola, da cui in parte deriva.


Come gustarlo:
Più dolce e garbato del trevisano, è perfetto a crudo, a striscioline o a foglia intera, come base per saltati o julienne. Ma si presta anche a cotture brevi che ne conservano i nutrienti e la delicatezza.




Radicchio tondo rosso o di Chioggia



Questo tipo di radicchio ha forma globosa, compatta, colore rosso e venature bianche.
E' il più diffuso ed economico, disponibile quasi tutto l'anno, e copre più metà della produzione.


Ha sapore fresco, dolce con una punta di amaro.


Come gustarlo:
Ottimo crudo, magari accompagnato da formaggi caprini, pera, aceto balsamico o aggiunto all'ultimo minuto  a zuppe vellutate.
Recentissimo il suo impiego per produrre l'originale birra denominata Rossa di Chioggia.




Radicchio rosso tardivo




E' il radicchio rosso di Treviso in versione tardiva, noto localmente come "radicio spadon" per la tipica forma lanceolata delle foglie, rosso vino dalle punte arcuate.


E' più pregiato del precoce, si raccoglie almeno dopo due brinate, da dicembre fino a metà marzo, sottoponendolo poi a imbianchimento per ottenere la forma allungata e la costolatura bianca.


Come gustarlo:
Piacevolmente amaro è da gustare nel celebre risotto, per accompagnare formaggi stagionati,marinato con vino, aceto e limone, o  nelle confetture.




Il radicchio semilungo rosso




Viene prodotto nella provincia di Verona, Vicenza e Padova.


Presenta foglie di colore rosso scuro, tondeggianti e con margine lineare, riunite a formare un calice.


Come gustarlo: 
Come tutti i radicchi è poliedrico in cucina.
Da provare a crudo sulla pizza o, in umido, con i fagioli di Lamon.


Sempre vincente poi il contrasto con il dolce della zucca o della polenta.


Buono nel tradizionale sorbetto Radicchio e Amarone






Radicchio lungo rosso precoce




Compatto  e con foglie sottili e avvolgenti, il radicchio di Treviso precoce e disponibile sul mercato già da settembre.


Come il tardivo, esprime appieno la cultura rurale del trevigiano, interessando oggi anche le provincie di Padova e Venezia, inclusa l'Oasi del  Parco del Sile.


Come gustarlo:
Leggermente amare e mediamente croccanti, le foglie si usano come cruditè, sotto forma di salsa, ripieno con composti cremosi a mo' di barchetta, o gratinate.
Deliziose stufate con uvetta e pinoli oppure saltate con scalogno e vino rosso. 





mercoledì 20 giugno 2012

LA LEGGENDA DEL "PANE DEGLI ANGELI"

Sono stata in questi giorni in cantina, dovevo liberare un bel baule che usavamo  per andare in montagna con tutta la famiglia, per prestarlo ad una cara amica.

Nello svuotare, ho trovato in un cassetto, tante cose conservate da me e completamente o quasi dimenticate......

Fra queste un librettino piccolo piccolo con  alcune ricette per l'uso del  "lievito vanigliato Pane degli Angeli".
Anche la descrizione delle ricette è particolare, con una fraseologia che non si usa più.

Nell'ultima pagina della copertina di questo libretto datata marzo 1967 una poesia (penso molto più vecchia di quella data... per quanto ne so il lievito risale  al 1930)  che mi ha colpito per il vecchio stile e che voglio trasmettere anche a voi:

La leggenda del " Pane degli Angeli"




Una notte un cherubino
Scese lesto da un camino
Attirato dal profumo
Che emanava un lieve fumo.


Vide un dolce delicato,
sofficissimo e dorato,
Che ogni sera una mammina
Preparava alla bambina
con un lievito famoso
E di effetto portentoso.


Ammirato,  l'angioletto
Volle dare il suo brevetto,
Or da tutti ricercato,
"Pan degli Angeli" è chiamato.


Nelle feste e nei conviti
Agli amici più graditi
"Pan degli Angeli" offrirete
e felici li vedrete.












martedì 19 giugno 2012

DAL LIBRO DEI SEGRETI......


l'ACETO


L'aceto, molto apprezzato in cucina, mescolato al sale da cucina fa brillare come nuove le pentole in rame e ottone.
Quelle d'acciaio se bruciate vanno riempite di  acqua calda e aceto e lavate dopo 10 minuti.



L' aceto può essere usato anche come disincrostante, ammorbidente, brillantante e anticalcare.
Quando intorno ai rubinetti dei  sanitari  si fa una antipatica incrostazione, io prendo due striscioline di stoffa di cotone , le immergo nell'aceto caldo, le metto tutt'intorno al rubinetto e alla sua chiusura e le lascio lì per mezza giornata.
Inoltre: lasciate a bagno il "telefono" della doccia per qualche ora in un recipiente pieno d'aceto. Vedrete che splendore!

L'aceto è un prodotto naturale, non inquina e non lascia residui chimici tossici e in più ci fa risparmiare soldi e spazio!!!!


Se volete del bucato morbidissimo e fare accentuare il profumo del detersivo tradizionale, versate mezzo bicchiere di aceto  nella vaschetta del tradizionale ammorbidente!




Con una spugnetta imbevuta di aceto e acqua potete eliminare gli odori e i residui di cibo grasso sia dal forno che dal frigorifero.

In lavastoviglie mezzo bicchiere di  aceto sostituisce il brillantante.
Inoltre, per una pulizia periodica, azionate la lavastoviglie a vuoto aggiungendo un litro di aceto.




RICORDATE E FATE ATTENZIONE:


di non usare l'aceto sul marmo e sulle altre pietre a componente calcarea e sui parquet oliati.
Inoltre non mescolatelo con sostanze alcaline: bicarbonato, soda, detersive e naturalmente candeggina. 



(Grazie anche a E. Rosa)

domenica 17 giugno 2012

3° QUASI TUTTO SU............

3. Seguito il  terzo "potpourri" sui più svariati alimenti  (vedi post 1. e 2.)


Quasi tutto sulle .......... albicocche




L'albicocca è un frutto di origine asiatica (in Cina cresce allo stato selvatico) introdotta nel mondo greco-romano dall'Armenia.

Da questo deriva il suo nome scientifico Armeniaca Vulgaris.

Esistono numerose varietà di albicocche, le più diffuse sono la  Reale di Imola dalla polpa dolce e consistente, la Val Venosta  di pezzatura media e di colore uniforme, la Luzet dai frutti grossi e allungati di colore arancio con sfumature rosse nelle parti esposte al sole.

In commercio si trovano anche le albicocche essicate, provenienti dall'Africa del nord e dalla California.

Per ultimo le albicocche sciroppate.


Conservazione 

Quando acquistate le albicocche scegliete quelle sode e naturalmente senza ammaccature.
E' comunque consigliabile acquistarle leggermente acerbe e lasciarele maturare in casa a temperatura ambiente.

Quelle molto mature si rovinano molto facilmente e devono essere conservate in frigorifero, nella parte della frutta e verdura.

Conservatele in un sacchetto di carta o nei sacchetti forati indicati per la conservazione perchè non crei umidità all'interno.


Proprietà

L'albicocca è un frutto nutriente e sano  per il suo contenuto di vitamine e sali minerali.

100 gr. di albicocche forniscono 28 calorie e contengono, malgrado il loro sapore dolce, solo il 6,8 di zuccheri disponibili.

Contengono inoltre 320 mg di potassio, 16 mg. di fosforo.

La grande quantità di vitamina A, 360 mcg. svolge un'azione antinfettiva e di prevenzione per le malattie cardiache e della vista.

Le albicoche più mature e colorate hanno più vitamina A perch' hanno preso più sole.


Consiglio:

Quando ero piccola mi ricordo che ogni tanto  - per fare festa a noi bambini - la mamma serviva per dolce
in un pentolino per le uova all'occhio di bue, una  o due albicocche sciroppate contornate da panna montata e al posto del pepe qualche pezzetto di cioccolato tritato molto finemente.

Credetemi fa un effettone e sembra proprio un uovo fritto !!!!







Quasi tutto sulle ......... ciliegie



Le ciliegie si dividono in due grandi famiglie, quelle dolci e quelle aspre e acidule.

Con le ciliegie acidule si preparano marmellate, liquori, frutta candita o sciroppata.
In genere , per il loro sapore aspro, non si mangiano come frutta a tavola, come invece si fa con le ciliegie dolci. 
Queste, a loro volta, si dividono in due grandi gruppi: quelle tenerine e quelle duracine.

Le tenerine più diffuse sono Le Ferrovia e le Morette di Cesena: le duracine sono i duroni di Vignola e i duroni della Marca.  


Conservazione 

per scegliere ciliegie fresche e di buona qualità osservate la consistenza dei frutti, che devono essere sodi, con piccioli verdi e non avvizziti.

Sono frutti che non si prestano a lunga conservazione, quindi è buona norma acquistare la quantità da mangiare.

Fate attenzione che non vi siano delle ciliegie guaste perché in breve guasterebbero anche tutte le altre.

Conservatele in frigorifero,  nel reparto verdura, in buste possibilmente di carta per proteggerle dal freddo eccessivo.


Proprietà

Le ciliegie tenerine hanno polpa rosso nerastra e maturano tra fine maggio e inizio giugno.

Le ciliegie duracine sono le migliori per la consistenza e la bellezza del frutto. Si trovano da giugno a luglio.

Verso fine giugno ci sono i duroni di colore giallo rosso che si preparano anche sotto spirito.



Le ciliegie sono molto utili per chi soffre di gotta. 

100 gr. forniscono 38 cal. e contengono 9 gr. di zucchero, 229 mg di potassio, 10 mg di fosforo, vitamina A, riboflavina e niacina.


Curiosità 

Avete mai assistito in campagna alle gare di chi manda giù più ciliegie con i noccioli?
E' un'esperienza - solo ad assistere - indimenticabile.......


Quasi tutto sulla vaniglia
La vaniglia è un frutto a forma di capsula sottile, di colore scuro e profumo intenso.

Originaria del Messico, oggi è coltivata in vari paesi tropicali.

Ne esistono due tipi chiamati vaniglia legittima e vaniglia bastarda.
"La vaniglia legittima" è la più apprezzata ed è chiamata anche cristallizzata perchè le capsule sono rivestite all'esterno da minuscoli cristalli. 

La "bastarda", detta anche cimarrona, è data dalle piante che crescono selvatiche ed è più corta e meno affusolata. 

Esiste poi il vaniglione, dai frutti mollicci e meno profumati.


In commercio, oltre al bacello, si trovano l'essenza, l'estratto e vari zuccheri aromatizzati.






Conservazione

I bacelli di vaniglia devono essere conservati in contenitori di vetro ermetici, sistemati in luogo fresco e buio.

Lo stesso vale per l'essenza e l'estratto, che in genere si trovano imbottigliati in vetro scuro.

Quando si usa un bacello va inciso nel senso della lunghezza in modo da liberare i semi e sfruttare l'aroma della vaniglia.

Gli Atzechi la usavano per il cioccolato in tazza, si sposa bene anche con yogurt, budini e creme.


Proprietà

I minuscoli cristalli che ricoprono i bacelli sono ricchi di vanilina o vaniglina, sostanza che conferisce alla vaniglia proprietà stimolanti.

Per questo può essere usata, sola o con altre sostanze, per combattere l'inappetenza o l'atonia gastrointestinale.

Viene usata come aromatico in pasticceria e in liquoreria  e in certi farmaci come correttivo per medicine dal sapore sgradevole.


Al prossimo post!


giovedì 14 giugno 2012

BRASATO, STUFATO E SPEZZATINO

Cosa c'è di più buono, se avete invitato qualcuno a cena o a pranzo, che fare un buon piatto unico con riso o polenta conditi con il sughetto di un ottimo  brasato, stufato o spezzatino?


Eccovi allora alcuni consigli su questi tre secondi. Cominciamo con

Il brasato




Lo si chiama così perchè un tempo era consuetudine mettere le pentole a cuocere sulla brace, poiù o meno viva, dai camini.
Alcune braci venivano anche poste sul coperchio.

Il pezzo di carne da brasare non deve essere di dimensioni troppo piccole e va irrorato, di tanto in tanto, con il liquido di cottura.

Soprattutto va lasciato sobollire lentamente e in modo costante, così che il brodo non evapori troppo rapidamente lasciando la carne asciutta.

La cottura lenta, ermetica e prolungata permette che la carne, oltre a risultare tenerissima, cuocia bene anche al suo interno.

I tagli più indicati sono:
- il girello di spalla
- il fesone di spalla
- la sottofesa.

Cottura:   in forno a 175° C calcolando 25' ogni 500 gr.

Consiglio: usate sempre il vino rosso di ottima qualità!!!!!



Lo stufato e lo spezzatino



Sono tipici piatti invernali, dal sapore spiccato, dalla buona consistenza e lunghi tempi di cottura.


Lo stufato deriva dalla parola stufa, perchè una volta sul suo piano si ponevano a cuocere i recipienti con quelle pietanze a base di carne, che non richiedevano il calore vivo di una fiamma diretta.

I tagli bovini più adatti per stufati e spezzatini sono:
- la sottofesa (parte interna)
- il cappello del prete
- il girello di spalla 
- la punta di petto


Stufati e spezzatini risultano più gustosi se vengono preparati 12-24 ore di anticipo e sono poi riscaldati a fuoco medio, prima dei servirli in tavola.

Se si vuole renderli più leggeri, basta asportare l'eventuale grasso rappreso presente in superficie.


Cottura: da 1 ora a 1 ora e 30' secondo i tagli di carne.


Consiglio:  stufato e spezzatino si possono accompagnare con un mix di verdure: carote, cipolline e zucchine. glassate al profumo di timo, con una padellata di peperoni in agrodolce, un croccante crumble di verdure gratinate al forno o una gustosa ratatouille di verdure miste.
Delizioso anche l'abbinamento con cipolline in umido. Oppure con funghi e patate.
Molto indicati anche sottoli e sottaceti. 






Buon appetito!





   

domenica 10 giugno 2012

2°. QUASI TUTTO SU.......

2. Come promesso, seguito il mio "potpourri" di notiziole sui più svariati alimenti  (vedi post 1°):


Quasi tutto sul ..... finocchietto




Si chiama finocchietto l'erba aromatica conosciuta anche come finocchio selvatico.


La pianta è originaria delle Isole Canarie, ma si è diffusa allo stato spontaneo in tutto il bacino Mediterraneo.

Ha un'aroma che ricorda  l'anice e si usano le foglie (che somigliano a quelle dell'aneto nella forma ma non nel gusto), i fiori gialli e i semi.

Le foglie sono un ingrediente importante per molte ricette, come la pasta con le sarde siciliana in cui è indispensabile.

Viene impiegato nell'industria dei liquori e in erboristeria perché dai semi si estrae un ottimo olio essenziale.


Le foglie si usano solo fresche, mentre i fiori e soprattutto i semi si usano secchi.


Conservazione


Il finocchietto fresco si conserva in frigorifero come una verdura, nella parte meno fredda avvolto in carta,
per pochi giorni perché le foglie si rovinano facilmente.

I semi si conservano chiusi in barattoli al riparo della luce.


Se raccogliete il finocchietto fresco in campagna potete farlo essicare capovolto esposto all'aria ma non al sole.


Con i semi o i fiori secchi  si può preparare un'ottima tisana.

Si può acquistare anche il liquore di finocchietto, molto digestivo.

In cucina si sposano bene a pesce e verdure, ottimi nelle salse, nei dolci e nei biscotti.






Proprietà


Il finocchietto ha pochissime calorie e in sostanza è costituito da acqua, cellulosa e anetolo, un olio etereo che gli conferisce il particolare sapore e che è diffuso in tutta la pianta, soprattutto nei semi.

Le radici e i semi in erboristeria vengono utilizzati per le loro proprietà digestive e diuretiche.

Con le foglie, i fiori o i semi si prepara un ottimo olio o l'aceto aromatico, inserendo il finocchietto nelle bottiglie e lasciando insaporire per qualche tempo.




Consiglio


Provate a cucinare o a gustare le penne al finocchietto, uvetta e pinoli!!!!
Buon appetito!






Quasi tutto sui ....... peperoni






Vi sono molte varietà di peperoni ma tutte si dividono fra quelli dolci e quelli piccanti.
Entrambi sono originari dell'America Centrale.


I peperoni dolci si presentano in molte varietà di forme, di colore e di dimensione.
I peperoni verdi sono in realtà i peperoni acerbi che maturando diventeranno o rossi o gialli a seconda della varietà a cui appartiene.

Oltre ai peperoni dai tre colori che ci sono più familiari esistono anche tipi di colore arancione carico, marrone e viola porpora.
Conservazione


I peperoni dolci si trovano ormai freschi tutto l'anno!

Scegliete esemplari sodi, con pelle integra e lucente.


I peperoni si conservano bene nel cassetto per le verdure nel frigorifero fino anche ad una settimana.

I peperoni cotti devono essere conservati rigorosamente  in frigorifero per un solo giorno  perché sviluppano facilmente pericolosi batteri come il botulino.


                                         batteri di botulino nella verdura.    Attenzione !!!!!!!!!


Proprietà


100 gr. di peperoni contengono mediamente 420 unità di vitamina A,
128 mg di vitamina C
e inoltre potassio, fosforo, zolfo, cloro, magnesio e sodio.

Il loro uso non ha controindicazioni eccetto per chi soffre di uricemia.


Il loro contenuto in acidi e sali minerali regola l'equilibrio dei tessuti ed attenua l'acidosi.


Consiglio


Avete mai provato la salsa per la pasta fatto con i peperoni grigliati e pomidoro fresco?  Provatelo, è ottimo!



Quasi tutto sulla .......lattuga






La lattuga, già riconosciuta dai Greci e dai Romani, ha proprietà calmanti,  rinfrescanti, analgesiche e stimolanti dell'appetito.


Secerne un succo lattiginoso. (Attenzione a non esagerare nel mangiarla per chi è allergico al lattosio!!!) 


Si adattano meglio alle temperature invernali : indivia riccia, indivia scarola, radicchi.
Alle temperature primaverili-estive: lattuga cappuccio, lattuga romana, lollo, trocadero
Alle temperature invernali: lattuga a costa lunga, iceberg.


Conservazione 


E' una verdura che si rovina facilmente quindi non va conservata in involucri di plastica, ma va sistemata in un contenitore coperto con un panno inumidito e posto in un  cassetto del frigorifero dove l'aria riesca a 
circolare.




100 gr. di lattuga fresca forniscono 17 kcal (calorie)




Consiglio


Se mangiate un bel piatto di insalata (attenzione all'olio!!!) prima del "primo piatto" sarà molto utile per la vostra linea!!!!!






Quasi tutto sul....... pistacchio




Il pistacchio  è un alberello originario del Medio Oriente che produce un piccolo seme verde, rivestito da un guscio duro ed una pellicola brunastra, dal caratteristico sapore aromatico.


E' ricco di grassi e di zuccheri.


Giunge a maturazione tra la fine di agosto e l'inizio di settembre e si può consumare fresco oppure tostato.

Prima di essere usato in cucina il pistacchio va sgusciato, scottato un paio di minuti in acqua bollente, privato della pellicola che lo avvolge.
A questo punto è pronto per essere usato, tritato, ridotto in polvere o trasformato in pasta.

Tra le varietà più pregiate è il pistacchio che si produce a Bronte, in Sicilia, nel territorio che sta tra l'Etna e le Nebrodi che per le caratteristiche pedoclimatiche acquista una qualità e un gusto specifici.




Non dimenticate quando andate in Sicilia i cannoli con il pistacchio  di Bronte!!!!!!!  








segue 3°





sabato 2 giugno 2012

1°. QUASI TUTTO SU.............

Questo vuole essere il primo di una serie di  " potpourri  "  di  notiziole sui più svariati alimenti : sulla loro conservazione e proprietà, certa che sarà di vostro gradimento!!

Quasi tutto sul ..... filetto di manzo 



Il filetto è la parte più pregiata tra i diversi tagli del carne di manzo e si posiziona sotto la lombata.

Essendo un muscolo, e per la sua posizione lavorando molto poco, la carne di questo taglio è particolarmente tenera e succosa.

Da ogni manzo si ottengono due filetti dai quali si ricavano al massimo 5/6kg di carne. Da qui il prezzo elevato.


Conservazione:


Il filetto di manzo si conserva per 1/2 giorni dall'acquisto, in frigorifero nella parte più fredda, avvolto nella carta, in pellicola o in un foglio di alluminio.


Se non si consuma si può anche surgelare, anche se la resa qualitativa diminuisce.


Cottura:


Se cuocete il filetto a fette scaldate molto bene la padella o la griglia in modo che la carne blocchi la dispersione di liquidi e rimanga così più saporita e più tenera. 
Il filetto si può cuocere - secondo il gusto personale - al sangue, medio e ben cotto.




Proprietà:


La carne di manzo è di bovino di 3/4 anni di età maschio, ma può messere anche una femmina che però non abbia mai partorito.

Il bovino maschio è castrato per un ingrassamento precose e una carne qualitativamente migliore.

100 grammi di filetto di un giovane manzo contengono 20,5 di proteine, 5 gr. di lipidi, 330 mg. di potassio 1,9 gr. di ferro, 200 mg. di fosforo, 4,7 mg. di niacina e danno 127 cal. 


Se ne consiglia un consumo limitato per il maggior rischio di tumori al colon e di malattie cardiache. 


Consiglio: 


Provate ad gustare il filetto marinato alle mele !!!










Quasi tutto sul......rombo


Il rombo è considerato uno dei pesci migliori al mondo.


Si pesca solo in acque europee, dal mare del Nord all'Atlantico e dal Mediterraneo al mar Nero.
E' un pesce dalla forma molto larga e piuttosto grande. Se ne pescano esemplari anche lunghi 1 metro, ma quelli ideali per il consumo vanno da 1a 3 chili di peso.




La sua colorazione dipende dai fondali in cui vive ed è generalmente grigiastro o bruno sabbia, con piccoli punti bianchi e neri e tubercolari ossei. La parte inferiore è solitamente bianca.


Conservazione: 


Come per tutti i pesci, per la buona riuscita di una preparazione, l'essenziale è che il rombo sia freschissimo,  con le branchie di colore rosso intenso e umide.
Deve avere soltanto un leggero aroma di mare e di iodio e non avere assolutamente sentore di ammoniaca.


Conservatelo in frigorifero nella parte più fredda per non più di un giorno, meglio ancora però acquistarlo il giorno stesso che si consuma.




Proprietà:


E' un pesce pregiato e costoso, con carne molto delicata, bianca e soda, che viene spesso valorizzata da cotture semplici in abbinamento a salse:  classica è la salsa mousseline.






La forma dsel rombo ha richiesto l'invenzione di un apposita pentola per cucinarlo detta la "turbotière".
   
La parte edibile del peso totale del pesce è del 55%.
La sua carne fornisce 16,3 gr. di proteine con solo l1,3% di grassi e 81 calorie ogni 100 grammi!|




Consiglio

Provate a gustare il rombo con le cozze!!




Quasi tutto sul ...............tonno in scatola




Il tonno si presta bene per la conservazione in scarola e la sua carne compatta ne fa un prezioso ingrediente in cucina in molte preparazioni sia crude che cotte.


Fra le tante qualità di tonno in commercio la ventresca di tonno è quella più saporita.

Il tonno al naturale cioè in salamoia o in conserva di pomodoro è molto meno calorico ed è utile per preparazioni leggere.


Conservazione:


Il tonno in scatola può essere conservato a temperatura ambiente, meglio se in un luogo non troppo caldo.

In commercio esistono delle confezioni di peso diverso: più grandi sono più il prodotto è pregiato.


Se non usate tutto il tonno potete  conservare quello rimasto per non più di 2/3 giorni in frigorifero chiuso molto bene -  se è nel barattolo di vetro -,  se è in scatola mettetelo in una ciotolina coperto d'olio perché non si asciughi.




Proprietà:


Il tonno in scatola conserva un elevato contenuto di vitamine, ma perde la maggior parte degli acidi grassi omega 3 che ha il pesce fresco.


100 gr. di tonno in scatola sott'olio contengono più del doppio delle calorie del tonno conservato al naturale: 260 cal. contro 100 cal.
La quantità di sodio però è simile 320 mg. contro 290 mg.
Il quantitativo di potassio è di 301 mg.
Il fosforo 205 mg.
La niacina 10,40 mg.


Consiglio: 


Provate a gustare il cavolfiore in insalata di tonno!


segue